Alice guarda i gatti, e i gatti guardano nel sole mentre il mondo sta girando senza fretta...

Il 21 luglio 1953 Gaetano Salvemini scriveva su Il Mondo: "...La realta' e' che quando un clericale usa la parola liberta' intende la liberta' dei soli clericali (chiamata "liberta' della Chiesa") e non le liberta' di tutti. Domandano le loro liberta' a noi 'laicisti' in nome dei principi nostri, e negano le liberta' altrui in nome dei principi loro" (Dalla liberta' religiosa alla peste vaticana, Maurizio Turco).

Domani

pallone_nike_invernale_1544_01

Mi piacerebbe incontrarti ovunque, riconoscere il tuo sorriso, e poi chiamarti, urlando il tuo nome con passione e rabbia, e guardare il tuo corpo agile rincorrere un pallone.

Vedresti una donna piangere e poi ridere.

E allora sì, avrebbe un senso anche il bestemmiare.

I 'propri' gatti

dc_500

Eccoti accontentata, amica mia! Il nostro micio più bello (foto) e il nostro micio bravo (testo).

Per quanto riguarda la foto non è delle migliori ma è l’unica che manca nel nostro blog. Le altre, reperibili su internet, le abbiamo postate già tutte. Baci Alice

---

 

Englaro, Cappato: i 'lefebvriani' della politica sanno di poter contare sui propri 'papi' 

 

Roma, 3 febbraio 2009

 

• Dichiarazioni di Marco Cappato, deputato europeo radicale, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni

 

Sono tornati. Con le loro bottigliette d'acqua, coreografico insulto alla verità di Eluana, della sua condizione di coma permanente mantenuto per 18 anni con tutti gli ausili artificiali e invasivi che ne straziano il corpo, sono tornati gli ultras della "morte naturale".

 

Quello però che davvero spaventa - e non per Beppino Englaro, ma per il futuro di questo nostro Paese - non sono loro, ma il circo televisivo scatenato per consentire ai "Lefebvriani" della politica italiana e vaticana di continuare a fare fino all'ultimo i parassiti del dramma della famiglia Englaro.

 

I vari Sacconi, Roccella, Binetti, Bertolini, Quagliariello, Gasparri e gli altri sanno di poter osare le azioni e affermazioni più empie ed estreme, come chiamare "cibo e acqua" il trattamento inflitto contro la volontà di Eluana, definire "assassinio" la fine di una tortura, chiamare "eversivo" un giudice che chiede l'applicazione di una sentenza, invocare i "diritti dei disabili" per negare i diritti costituzionali a una persona non più capace di intendere e di volere, minacciare con ministeriale violenza una struttura sanitaria. Proprio come i Lefebvriani riammessi da Ratzinger, anche i "Lefebvriani" della politica sanno di poter contare sui propri piccoli "Papi", i quali hanno soprattutto la preoccupazione di tenerseli stretti dentro le rispettive "Chiese", dentro i partiti senza democrazia.

Alice in vacanza

Sono ancora in vacanza. Il mare è splendido, l’acqua caldissima, il sole picchia.

Avevo deciso di non farlo e invece: ho portato il pc in spiaggia. Anzi, per dirla tutta e bene ho resistito 10 giorni senza aprire questa scatolina e oggi vi ho ceduto come alla più gradevole delle tentazioni.

Quando tornerò a casa vi racconterò dettagliatamente le mie giornate “di sole e di azzurro” (ho appunto un diario di bordo, a bordo); per ora vi dico che ho cambiato meta all’ultimo momento, in quanto originariamente si doveva andare a Dublino da Pino.

Eh sì, organizzare le vacanze, mettere insieme i bisogni e sogni di tanti, nonché le esigenze… è una vera noia.

Mentre partire e tornare è un lampo. Un frammento di stella che cade. Toh, sono già trascorsi 10 giorni.

Dunque, dicevo… abbiamo cominciato così:

“Tu dove vai in vacanza?”

“Io in Grecia!”

“Io a Madrid.”

“Io a Lampedusa.”

“Uh, siamo vicini: io a Lamedusa!”

“Io a Dublino da Pino!”

“Cazzo!!! A Dublino da Pino. Perché non ci abbiamo pensato anche noi?”

“Pino vive a Dublino.”

“Tu sei amico di Pino: studia o lavora a Dublino?”

“Pino a Dublino? No, ti sbagli. Pino non è mai stato a Dublino.”

“Come no? Sta a Dublino, Pino.”

“ ‘Eglielo’ Pino. Chiediamogli di Dublino!”

“Io a Dublino? Chi ti ha detto questa fesseria?”

“Come mi viene in mente? Tu non sei Pino che vive a Dublino?”

“No. Mai stato a Dublino.”

“Oh, San Crispino.”

Su questa base poco solida è iniziata la nostra vacanza, senza pensieri… erano già morti ieri.

Però basta. Ho deciso di raccontare tutto poi. Anche perché la batteria del portatile non dura tantissimo e ho già impiegato un secolo per scaricare l’Agenda Coscioni in formato pdf, visto che quella cartacea arriva a casa e io sono lontana.

Voglio postare la “Replica al direttore del Riformista” di Marco Cappato, che non è proprio recentissima (p. es. Eluana) ma gradevolissima da leggere.

“Sulla vita niente leggi?”

“Purtroppo ci son già!”

Una lettera “l’auto-eutanasia di mia madre” (uscita su Agenda Coscioni di luglio), non pubblicata dal Riformista esce poi in prima su Repubblica*. Secondo il direttore Polito sono storie che si risolvono già oggi e non hanno bisogno di una legge.

*postilla mia personalissima: proprio ieri mi faceva notare il mio amico di ombrellone (poraccio si è preso uno strano eritema da esposizione al sole!), sempre molto aggiornato (grazie ai vari quotidiani on-line) che il giornale La Repubblica, appunto, è stato l’unico a pubblicare le foto della prostituta malmenata dai vigili urbani. Aspe’ che prendo la foto della sventurata.

1500475_600 

Arrabbiata, spaventata e infine esausta. Rannicchiata a terra, mezza nuda, con il corpo sporco di polvere sul pavimento di una cella di sicurezza. La ragazza nigeriana fermata durante l'ultima retata anti-prostituzione e fotografata al comando della polizia municipale di Parma dopo che si era lasciata cadere a terra senza più forze, è diventata, suo malgrado, il simbolo di una nuova "caccia alle streghe", cominciata con la carta sulla sicurezza e proseguita con le ordinanze (applicate o solo annunciate) dei sindaci-sceriffo.

Detto questo, continuiamo con la replica di Marco Cappato (toh, mettiamo pure la foto, se non altro perché è un'immagine più "sorridente" di quella precedente! Sorriso)

cappato3_200 

Caro Direttore,

Quindici anni di carcere. Ecco la prima cosa che hanno in comune le storie che girano intorno alla parola “eutanasia”, se con questa intendiamo non un concetto giuridico (che infatti non è mai menzionato dal nostro ordinamento), ma la scelta di una “buona morte”. I Quindici anni di carcere per omicidio del consenziente sono la minaccia che pende su tutti coloro – medici, familiari, amici, nemici – che  “aiutano” quelle persone. La seconda cosa che hanno in comune quelle storie sono le scelte, drammatiche, che investono sempre più le fasi finali (sempre più lunghe della vita), indipendentemente dalla “tecnica” necessaria per realizzarle.

Lei Direttore, vuole lasciare le cose come stanno. Dopotutto, si potrebbe dire, Piergiorgio Welby ha ottenuto di interrompere le terapie; Beppino Englaro è stato autorizzato a interrompere l’alimentazione di Eluana; una signora a Modena ha nominato un amministratore di sostegno che ha impedito la tracheotomia necessaria per farla vivere contro la propria volontà; Giovanni Nuvoli ha ottenuto di essere lasciato morire. E chi invece vuole vivere può – sanità permettendo – vivere.

Lasciamo le cose così, dunque? No. No, perché il radicale Welby ha mosso “il mondo” per tre mesi prima di trovare un medico (su 400.000 in Italia) disposto ad aiutarlo, e quel medico ha aspettato un anno prima di uscire innocente dalle aule dei tribunali, mentre se avessero agito i medici belgi pronti a somministrare una dose letale, sarebbero stati condannati al carcere; no, perché Beppino Englaro di anni ne ha aspettati Sedici, e se si fosse mosso prima avrebbe rischiato quindici anni di carcere; no, perché la Signora di Modena ha avuto la fortuna di trovare un magistrato pronto e sensibile, altrimenti ora avrebbe un tubo non-voluto in gola; no, perché Giovanni Nuvoli si è dovuto uccidere da solo autosospendendosi cibo e acqua per otto giorni visto che i carabinieri avevano fermato l’anestesista radicale Tommaso Ciacca, il quale affrontava il rischio di… quindici anni di carcere!

Caro Direttore, Lei ha scritto che la scelta della madre malata che si toglie la vita è individuale e “tragicamente libera. E precisa: “quando il malato è ancora in grado di fare da sé…”. Ma quando non è in grado di fare da sé? Davvero Lei vorrebbe far dipendere tutto dal fatto che la persona ha ancora in sé un briciolo di energie per suicidarsi? Distinguere è bene, certo. Distinguere tra interruzione delle terapie, testamento biologico, suicidio assistito, suicidio, e le altre categorie che si possono individuare. Alla base di queste scelte c’è però il dovere, per lo Stato, di distinguere soprattutto tra una scelta libera e responsabile e una imposizione (di vita o di morte che sia) subita da altri: che siano medici ideologizzati o parenti ingordi. Da una parte c’è la “buona morte”, dall’altra c’è l’eutanasia clandestina, l’omicidio o l’accanimento tecno-sanitario. Distinguere per legge non è “burocratico”, ma è necessario per proteggere il cittadino da violenze, da suicidi di disperazione, da “cattive morti” che un aiuto della legge e dello Stato potrebbe trasformare sia in vite decenti che in buone morti, o “morti opportune”, come le chiamava, con Jacques Pohier, Piero Welby.

Proprio come Lei, la legge italiana oggi non distingue sulla base della scelta (se è libera o no), ma sulla “tecnica”. Se il medico di Welby avesse usato qualche milligrammo in più di anestetico, sarebbe diventato un omicida. Se con Nuvoli un farmaco letale avesse interrotto la sua agonia di fame e di sete, sarebbe stato un omicidio, così come se qualcuno ritenesse che quella di Eluana ora non debba essere trasformata in “agonia dell’agonia”, con lunghi giorni di fifoserie politico-religiose, ma medicalmente terminata in pochi attimi (dopo Sedici lunghi anni).

Direttore, scrivere che “nessuna legge umana può regolare la morte”, e al tempo stesso chiedere che “le cose restino come stanno”, è semplicemente contraddittorio. Le leggi già ci sono: sono cattive leggi delle cattive morti, che ammettono eccezioni soltanto da parte di persone particolarmente preparate, agguerrite o fortunate. Ecco perché le buone leggi servono, e non ci si può girare dall’altra parte.

Ora scusatemi ma ho da fare. Mi devo proprio girare dall’altra parte. C’è il mio vicino di ombrellone (non quello di cui vi parlavo prima) che mi attizza tanterrimo. Mmmhhh.

Alice e il gabbiano

Ciascuno di noi è, in verità,
un'immagine del Grande Gabbiano, un'infinita idea di libertà, senza limiti.

gabb_500

La notte lava la mente.

Poco dopo si è qui come sai bene,

file d'anime lungo la cornice,

chi pronto al balzo, chi quasi in catene.

Qualcuno sulla pagina del mare

traccia un segno di vita, figge un punto.

Raramente qualche gabbiano appare.

(Mario Luzi)

A cosa pensi?

“… C’erano tutte quelle cose lì. Lei scriveva quasi ogni giorno e poi lasciava in giro il diario. Lo faceva apposta, voleva che io lo leggessi. E io lo leggevo. Poi lo rimettevo a posto. Non ne parlavamo mai, ma tutt’e due sapevamo. Andò avanti così per un bel po’. Era molto più che dormire insieme, o fare l’amore. Era una cosa molto intima, capisci?”

All’ultima pagina c’era questa domanda:

Quali sono i pensieri di un uomo la mattina del giorno in cui decide di morire?”

"dolce" epilogo

La decisione è del gup di Roma Zaira Secchi

Welby, prosciolto medico che staccò la spina

L'anestesista Mario Riccio, che interruppe la ventilazione meccanica sollevato dall'accusa di «omicidio del consenziente»

ROMA - L'anestesista Mario Riccio che interruppe la ventilazione meccanica aiutando Piergiorgio Welby a morire è stato prosciolto dall'accusa di «omicidio del consenziente». La decisione è del gup di Roma Zaira Secchi, la quale, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Francesca Loi e del difensore di Riccio, Giuseppe Rossodivita, ha dichiarato il non luogo a procedere contro il medico perché il fatto non costituisce reato.

«IL FATTO NON COSTIUISCE REATO» - Non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato. È la formula utilizzata dal gup Secchi per sentenziare il proscioglimento di Mario Riccio. In pratica, il giudice ha stabilito che Piergiorgio Welby aveva il diritto di chiedere di interrompere il trattamento medico cui era sottoposto, e l'anestesista che interruppe la ventilazione artificiale aveva il dovere di assecondare questo diritto. Piergiorgio Welby, affetto da una grave forma di distrofia muscolare, morì a Roma nel dicembre scorso.

«UN DIRITTO LA RICHIESTA DI STACCARE LA SPINA» - L'8 giugno il gup di Roma Renato Laviola respinse la richiesta di archiviazione della posizione di Riccio, chiedendo alla procura di Roma di formulare un «capo di imputazione coatto» e chiedere il rinvio a giudizio del medico per il reato di «omicidio del consenziente». Il procuratore Giovanni Ferrara ed il sostituto Gustavo De Marinis, titolari dell'inchiesta, preannunciarono che, in sede di esame della richiesta di rinvio a giudizio, la loro posizione sarebbe stata la stessa. Lunedì infatti, il pm Francesca Loi ha sostenuto davanti al gup che con l'interruzione della ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby praticata da Riccio è stato attuato un diritto del paziente che «trova la sua fonte nella Costituzione e in disposizioni internazionali recepite dall'ordinamento italiano e ribadito in fonte di grado secondario dal codice di deontologia medica», sollecitando il proscioglimento dell'indagato.

«SENTENZA IMPORTANTE» - «Era un dovere di Riccio - ha detto a conclusione dell'udienza l'avvocato Giuseppe Rossodivita, difensore dell'anestesista - staccare il respiratore perché così aveva chiesto il paziente. È una sentenza molto importante che riconosce il diritto del malato di rifiutare la terapia o la prosecuzione di terapie non volute».

«ADESSO SI DECIDA SU TESTAMENTO BIOLOGICO» - «Spero che adesso il Parlamento riesca a fare qualcosa per il testamento biologico. Lo chiedo con forza a nome di Piergiorgio». Così la moglie di Welby, Mina, al termine dell'udienza preliminare che ha prosciolto l'anestesista Riccio.

23 luglio 2007

Rileggiamolo. Le stelle sono chiare!

Welby: il 23 luglio audizione moglie

Nell'ambito dell'inchiesta sull'anestesista Mario Riccio

(ANSA) - ROMA, 6 LUG - La moglie di Welby sara' interrogata il 23 luglio dal gup Secchi che deve decidere se Mario Riccio deve essere prosciolto o processato. L'anestesista, che interruppe la ventilazione meccanica aiutando Welby a morire, e' accusato di 'omicidio del consenziente'. Oggi si e' tenuta una nuova udienza e il giudice ha anche deciso di acquisire al fascicolo dibattimentale la lettera che Welby scrisse al presidente della Repubblica, nonche' copia del libro 'Lasciatemi morire'.

Welby

Welby: Gip di Roma rigetta la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.
Roma, 1 aprile 2007
 

In data odierna i Carabinieri di Cremona hanno notificato al dr. Mario Riccio l’invito ad eleggere domicilio e nominare un difensore di fiducia in relazione al procedimento relativo alla morte di Piergiorgio Welby, per il quale la Procura di Roma, in ottemperanza a quanto disposto dal GIP dr. La Viola, ha proceduto all'iscrizione del nominativo del medico nel registro delle notizie di reato con l'ipotesi di "omicidio del consenziente".

Il GIP, infatti, nei giorni scorsi, non ha ritenuto di dover dar seguito alla richiesta di archiviazione avanzata in data 6 marzo 2007 dal Sostituto Procuratore dr. Gustavo De Marinis, controfirmata dal Procuratore Capo della Repubblica di Roma dr. Giuseppe Ferrara ed ha ordinato la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero per l'iscrizione del dr. Mario Riccio nel registro degli indagati cosicché allo stesso sia garantito di poter interloquire, con la necessaria difesa tecnica, in sede di udienza camerale che verrà fissata nei prossimi giorni ed all'esito della quale lo stesso GIP dr. La Viola deciderà se archiviare il procedimento, ordinare al PM di effettuare ulteriori indagini oppure ordinare al PM di formulare coattivamente l'imputazione a carico del medico.

La Procura di Roma, richiedendo l'archiviazione del procedimento "atti relativi alla morte di Piergiorgio Welby", aveva ribadito che a proprio avviso - anche a seguito degli accertamenti compiuti in sede di Consulenza Collegiale Medico-legale che avevano escluso qualsiasi rilievo causale della sedazione in relazione al decesso - non era ravvisabile alcuna ipotesi di reato nei fatti accaduti la sera del 20 dicembre 2006.

Il dr. Mario Riccio ha nominato proprio difensore di fiducia l'Avv. Giuseppe Rossodivita.

 

Speravo si trattasse di un pesce d'aprile e invece.... è solo procedura penale. Nei vari comunicati è stata fatta un po' di confusione riguardo la richiesta di archiviazione chiesta dal P.M. ma fatto sta che nessun rimprovero può essere mosso al dr. Mario Riccio per violazione delle regole dell'ars medica e di conseguenza se ne esclude la colpevolezza.

"Aiutateci a morire": Ellen Bergman e Fabio Ridolfi

La moglie di Bergman: aiutatemi a morire

In Svezia un caso Welby riapre il dibattito sull'eutanasia
Ellen, che è stata sposata con il grande... [...]

Le quattro stagioni

trascorse....

cercando di immaginare un gabbiano... sogni paralleli; vite simili e diverse; tanta solitudine nel cuore, mentre una bara si allontana, la musica si alza... [...]

"sedicimila" giorni circa...

Nel 1963

Un medico disse "non supererai i vent'anni". Distrofia muscolare progressiva (...). La malattia precede inesorabile. Negli anni Ottanta vi è un ulteriore... [...]

E' bello leggere ancora il tuo nome....

su questo forum...

Un caro abbraccio alla metà del tuo cielo!

Puzza di bruciato!! Si stava, forse, mettendo male per il "cacaleggi"?

Urlando contro il muro!
Non riesco a comunicare un URLO, spero che -ALMENO- la foto renda giustizia!!!!

Caso Welby: la Procura di Roma ricorre contro l'ordinanza del... [...]

Signor giudice.. le stelle sono chiare...

Conversazione telefonica con Marco Pannella
Welby: «Sono stremato»
«Non posso andare avanti». Il leader dei radicali: «Sta... [...]

Sabato notte...

Sabato notte in tutte le piazze d'Italia una veglia con Piergiorgio Welby
 

[...]

Le prigioni

boicottano le menti, rendono inutile ogni segnale, farebbero pensare chiunque ma non l'uomo che ha l'arma per difendere quel tuo dolore così forte che non lascia fiato nemmeno a chi legge e trema con te.

E' inutile il cibo in un giorno così, in... [...]

Caro dottore

Le scriminanti non codificate: si intendono per cause di giustificazione non codificate o tacite le scriminanti non previste espressamente dalla legge e che hanno come effetto di rendere lecite talune condotte, astrattamente costituenti reato, pur in assenza di una norma giustificatrice che... [...]

Noi chiederemo

"Noi chiederemo (ognuno con il suo piccolo o grande sforzo!) almeno fino a quando l'ingiustificabile silenzio dell'Uomo CESSERA'!!"

[...]

Lasciatemi morire

"Vorrei che i sogni perduti o abbandonati al mattino vicino al dentifricio, o quelli... [...]

Venerdì, Sabato, Domenica

SABATO 18 E DOMENICA 19

dalle ore 16 alle ore 21

[...]

Una cosa seria

"Definiamo l'EUTANASIA!"...

Mi sono resa conto che il termine spaventa. In realtà ingloba molte cose e incute terrore (anche a me)... ma diamogli un volto. Ieri, scherzosamente, ho detto: "non parliamo piu' di omicidio volontario, bensì di omicidio... [...]

C'e' chi dice

Lasciamo la parola a chi soffre!!!

[...]

Ci sono

poche cose su questa terra che mi smuovono e una di queste è la totale assenza di "solidarietà" dinanzi al dolore di un uomo. Ho un carattere di "merda", spesso dimentico anche di avere le lacrime, e quanto siano salate. In qualsiasi situazione di pericolo o sofferenza mi chiudo a... [...]

La guerra di Piero, la guerra di tutti...

Pannella: la Rosa nel Pugno, l'eutanasia...
Una sintesi, a cura di TentarNonNuoce
([...]

Piero Welby

Piero Welby: caro Presidente, voglio l'eutanasia

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

[...]