Alice guarda i gatti, e i gatti guardano nel sole mentre il mondo sta girando senza fretta...

Il 21 luglio 1953 Gaetano Salvemini scriveva su Il Mondo: "...La realta' e' che quando un clericale usa la parola liberta' intende la liberta' dei soli clericali (chiamata "liberta' della Chiesa") e non le liberta' di tutti. Domandano le loro liberta' a noi 'laicisti' in nome dei principi nostri, e negano le liberta' altrui in nome dei principi loro" (Dalla liberta' religiosa alla peste vaticana, Maurizio Turco).

Buon compleanno a Daniele Capezzone

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8 settembre 1972

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 da tutto lo Staff, compresa Mafalduccia.

Se dico gabbia, tu cosa rispondi?

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Anche Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, sottolinea che «più di qualcuno, nell'opposizione, fa finta di non capire, ed evoca il fantasma delle gabbie salariali, cioè di differenze salariali stabilite per legge. Non è questo il modello perseguito dal Governo, dalla maggioranza e da Silvio Berlusconi, che invece da mesi (si pensi all'accordo siglato all'inizio dell'anno per la riforma dei contratti) indicano un percorso diverso: quello di un progressivo superamento del contratto nazionale (modello obsoleto, difficile da rinnovare, con trattative estenuanti e attese inaccettabili per milioni di lavoratori) a beneficio di contratti più legati al territorio e all'azienda, e con un forte rapporto tra aumenti salariali e produttività».

 

IL PD - Duro anche il Partito Democratico… “Le gabbie salariali nel Sud è come se esistessero già, ma hanno solo un nome diverso: disoccupazione”.

 

IDV - Secondo Antonio Di Pietro, «le gabbie salariali sono una soluzione ad effetto che fa esclusivamente appello al senso comune di chi, vivendo al Centro-Nord ed essendo stato almeno una volta nel Meridione, ha constatato che un piatto di lenticchie costa tre euro invece di cinque. Una soluzione demenziale ad un problema importante, quello salariale, che vede l'Italia agli ultimi posti per livelli retributivi in Europa» sottolinea il leader dell'Italia dei valori. «Abbiamo gli stipendi più bassi del Continente e mettiamo sul tavolo la discussione di come ridurli invece che aumentarli: direi che è il modo più demenziale per risolvere il problema».

da www.corriere.it

Democrazia istantanea di Daniele Capezzone

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Democrazia fulminea

 

Ah no, scusate… Imbarazzo

 

Democrazia istantanea

 

VELOCITA’ E DECISIONE: QUELLO CHE ANCHE ALLA SINISTRA CONVERREBBE IMPARARE DA BERLUSCONI

 

Il nuovo libro di Daniele Capezzone

 

Inutile dirvi che l’ho comprato e l’ho letto esattamente in tre sere, prima di addormentarmi, gustandomelo pagina dopo pagina. Perché ogni parola che è uscita e che esce dalla bocca di quel ragazzo merita tutta la mia attenzione.

 

Insomma, non condivido le sue scelte ma le rispetto. E lo ribadisco!

 

Ecco alcuni “istanti” del libro…

 

Esordisce con “Machiavelli, Grande Incolpato per antonomasia. Incolpato quasi sempre a torto…”

A seguire…

 

“La democrazia istantanea è la nuova sfida con cui siamo chiamati a misurarci: ci può piacere o no, ma è una condizione alla quale non è possibile sottrarci. Ed è un fatto che Silvio Berlusconi sembri muoversi in questo contesto di modernità come un pesce nella sua acqua, mentre i suoi avversari continuano ad annaspare in un imbarazzante crescendo di autolesionismo.”

 

“I consigli si danno solo a chi li chiede…”

 

In un primo capitolo intitolato Legislazione-lumaca, Capezzone illustra 3 rimedi messi in atto dal Governo Berlusconi per reagire a questa “lentocrazia”.

 

“Primo: disboscando la normativa esistente, attraverso l’apposito Ministero per la semplificazione. Secondo: proponendo nuovi regolamenti parlamentari, che assicurino una corsia veloce ai disegni di legge del Governo (ovviamente, garantendo all’opposizione gli spazi adeguati per fare la propria battaglia) e riducano la necessità di ricorrere alla decretazione. Terzo: nel frattempo, usando i decreti-legge, né più né meno di quanto abbiano fatto in passato i Governi di diverso colore politico.”

 

Quando ho letto questo capitoletto ho ripensato al vecchio libro che lessi e che ricordo come la Bibbia di Michele Ainis, di cui avrò parlato infinità di volte anche nel blog. In detto libro si parla della legge oscura, della decretazione d’urgenza abbandonata e abbondante, di quanto si sia fatto nel corso degli anni per garantire l’uguaglianza…

 

E poi… ancora a seguire…

 

Capezzone parla di Propp, di presidenzialismo e delle sue scelte che racconterà un giorno ai suoi nipotini, se ne avrà…

 

Ma diamo la parola all’autore (Daniele Capezzone, presentazione del libro… ho sbobinato J ascoltando http://www.radioradicale.it/scheda/277793)

 

“… per parte mia, in quattro minuti, due telegrammi, un numero e un piccolo mistero. I due telegrammi son questi: il primo è dedicato a questo tema della velocità. Tutti noi, io credo, amiamo anche la lentezza, amiamo Kundera, amiamo quelle cose lì. Io non credo che la velocità positiva della quale parliamo sia l’opposto della lentezza celebrata da Kundera, semmai è l’opposto della fretta. Velocità e fretta sono due cose profondamente diverse. Io credo che la velocità buona stia alla fretta cattiva, come il meraviglioso caos creativo nietzschiano sta al casino. Ecco. Sono due cose, diciamo, completamente diverse. Se dovessi provare a tradurre cosa intendo per velocità nella politica, e nella società, e nel nostro tempo, nella modernità in cui siamo immersi, ecco…, penso piuttosto all’idea di una compiutezza in un tempo breve, a una rotondità in un tempo serrato, il che non ha nulla a che vedere con appunto il frettoloso, lo sciatto, l’improvvisato. Cioè semmai è quest’esigenza artistica che può trovare o no risposta della compiutezza in un tempo immediato, in un tempo istantaneo. Il secondo telegramma è dedicato a quali sono, a mio personale avviso, le esigenze, oggi, per chi voglia provare a misurarsi in questo scenario politico. Io credo che per un verso occorra una cosa della quale il Governo Berlusconi è molto ricco… una profonda attitudine al cambiamento, alla trasformazione, anche con la forza simbolica della trasformazione: che si tratti della Campania, che si tratti dell’Abruzzo, che si tratti, banalizzo, del 5 in condotta, del grembiule, della lotta ai fannulloni… occorre un’attitudine profonda al cambiamento. Secondo elemento: la totale assenza di pretesa superiorità morale e intellettuale. Terzo elemento: la dimensione popolare… farsi capire al 100% del Paese. Io credo che se si guardasse con meno spocchia…”.

 

I due telegrammi… Il numero… (leggetevi pag. 52, è troppo lunga Risata)… Il mistero… (leggetevi il capitolo 4).

 

Termina Capezzone: “…chiudo davvero qui… la vera sconfitta di tutti noi sta in questo: che tutti gli italiani sanno almeno 10 cose che la maggioranza ha fatto o sta facendo. Alzi la mano chi conosce tre cose tre, tre cose tre, proposte concretamente dal Partito democratico. C’è da augurarsi che anche loro vogliano ripartire da questo. Grazie!”.

 

Inopinatamente è una lettura piacevole in cui imbarcarsi e la fine forse è solo un inizio. Fico

 

Quando martedì mi sono recata in libreria (La Nuova Editrice, di Ascoli Piceno) per acquistarlo la commessa ha impiegato un po’ per trovarlo, tant’è piccino (poco voluminoso).

 

Riporto fedelmente le parole della graziosa fanciulla: “c’è, il computer non mente mai! E comunque lo ricordo perfettamente… ha una copertina in cui c’è un ragazzo fermo ai blocchi di partenza…”.

 

Beh, la copertina è giusta, il messaggio è esatto, il contenuto può essere condivisibile, e c’è pure lo sconto del 15% per chi lo acquista entro maggio. Basta fare la tessera (gratuita) a “La Nuova Editrice”. Sorriso

 

Buona lettura a tutti.

Auguroni

Ali: “Aleeeeeeeeee, che scoperta. Metti cazzo e pene insieme.”

Ale: “Cosa vuoi dire?”

Ali: “Dividi in sillabe ‘cazzo’ e ‘pene’ e poi sparpaglia le sillabe.”

Ale: “Ma che minchia stai dicendo?”

Ali: “Guarda che scoperta… poi dici che io non servo a un ciufolo. Ca-zzo-pe-ne

CA-PE-ZZO-NE”

Ale: “Uhhhh, sensazionale!. Solo che sei la solita somara perché due di quelle sillabe non sono corrette.”

Ali: “Noooo?”

Ale: “No! Non le hai suddivise bene. Comunque, una sillaba è una sola vocale o un gruppo di lettere che contengono almeno una vocale. Ogni parola è formata da una o più sillabe. Quando è monosillaba vuol dire che è costituita da una sola sillaba (e, o, tu…); bisillaba, da due (vi-ta, mor-te, etc…); trisillaba, da tre (ri-cer-ca, …); polisillaba, da quattro in poi (ca-pez-zo-ne, da-ni-e-le).”

Ali: “Ah!”

Ale: “Ti dico di più. Nella parola Ca-pez-zo-ne la sillaba tonica è ‘zo’ poiché ci cade l’accento, mentre le altre sono atone.”

Ali: “A me sembra che l'accento cada su 'pez' (de ... Occhiolino)!”

Ale: “Boh. Vabbè. Ma perché ti è venuta in mente ‘sta cosa?”

Ali: “Perché oggi è il compleanno di Danielino.”

Ale: “Oddio, me ne stavo quasi dimenticando…”

Ali: “Vedi?”

Ale: “Allora andiamo di corsa a fargli gli auguri.”

Ali: “Sì, ma dove?”

Ale: “Giusto! Dove?”

Ali: “Facciamoglieli qui come sempre!”

Ale: “Esatto!”

Buon compleanno a DA-NI-E-LE CA-PEZ-ZO-NE che oggi compie 36 anni. Baci baci dalle sue gattine.

Ali: “Può andare?”

Ale: “Perfetto!”

Ali: “Manca la foto. Ce ne fosse una recente. Tutte quante lo ritraggono con - e per - i radicali o a Markette.”

Ale: “E capane una.”

Ali: “Sicura? A te non va mai bene quello che faccio.”

Ale: “Ti sbagli. Io rispetto sempre le scelte degli altri altrimenti non potrei mai pretendere dagli altri il rispetto per le mie scelte.”

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Ale: "Hai finito?"

Ali: "Non so quale mettere."

Ale: "Lascia stare. Posta gli auguri senza foto."

Ali: "Ok. Solo testo!"

Daniele Capezzone

Daniele Capezzone lascia la presidenza della Comm. Attività produttive della Camera e il gruppo della RnP

 

 

con una lettera al Presidente della Camera

 

7 novembre 2007

 

Alla cortese ed urgente attenzione

del Presidente della Camera dei Deputati

 

e, per doverosa e opportuna conoscenza,

al Presidente del Gruppo parlamentare della Rosa nel pugno

e al Presidente del Gruppo parlamentare misto

 

Roma, 7 novembre 2007

 

Signor Presidente,

 

vi sono circostanze nelle quali il rispetto delle istituzioni, il rispetto di se stessi e il rispetto delle proprie idee ed obiettivi politici impongono scelte difficili e costose.

Questo è a maggior ragione necessario ed opportuno se riteniamo che non tutto sia “Casta”, e che sia invece ancora possibile -anche in Italia- vivere l’impegno politico e civile come momento alto, nel quale il piano delle convinzioni non sia sovrastato da quello delle convenienze, dei tatticismi, dei piccoli calcoli di parte o personali.

E’ anche un messaggio per le generazioni più giovani, affinché non perdano la speranza di contribuire a costruire un Paese diverso, più moderno, più libero, e non rinuncino -magari comprensibilmente nauseati, distanti, indifferenti- ad un impegno diretto in una politica che vivono come lontana e, in ultima analisi, infrequentabile.

Nel nostro Paese, l’istituto delle dimissioni vive una curiosa vicenda: le dimissioni vengono annunciate, ventilate, minacciate, magari richieste, ma -nella maggior parte dei casi- non si presentano, non si danno. E prevale, anche nei luoghi teoricamente meno sospettabili, un tetragono attaccamento al potere, o alle briciole di potere più o meno fragilmente e provvisoriamente conquistate.

Tutto ciò premesso, Le scrivo per comunicarLe le mie dimissioni dalla Presidenza della Commissione attività produttive della Camera.

Il motivo di questa mia decisione è molto semplice: considero esauriti, starei per dire esausti, la fase e l’assetto politici che determinarono anche quella mia elezione. Qualunque cosa accada infatti al Senato nelle prossime settimane o mesi, il Governo e la maggioranza -di fatto- non esistono più, politicamente, o comunque non sono assolutamente in condizione di svolgere alcuna funzione positiva. Lo ripeto a scanso di equivoci: non solo l’attuale Governo, ma l’attuale maggioranza politico-parlamentare.

Come Lei ricorderà, sin dalla legge finanziaria dell’anno scorso (drammaticamente sbagliata, a mio avviso, perché tutta centrata su un intollerabile inasprimento della pressione fiscale, e senza alcun taglio di spesa, senza alcuna riforma strutturale), ho marcato una distanza sempre più netta dall’Esecutivo (pur cercando di svolgere in modo scrupoloso e imparziale le mie funzioni istituzionali); da molti mesi, dalla crisi del febbraio scorso, non voto la fiducia al Governo; oggi, alla luce del fatto che nulla mi appare modificato rispetto a questa situazione, compio un atto politico conseguente. Invano ho atteso che giungessero non parole o “segnali”, ma fatti politici rilevanti, in particolare dalle componenti cosiddette riformiste di Governo e maggioranza, che sono state e continuano ad essere travolte e umiliate punto su punto, sistematicamente.

Mi pare infatti che in tanti, in troppi, siano meramente protesi a una logica di sopravvivenza, di continuismo, di trascinamento dell’esistente. Per questo, occorre invece che qualcuno compia atti chiari di discontinuità e di rottura, sia pure a proprie spese: di qui, la mia decisione. E aggiungo che la pur ragionevole questione della riforma elettorale non può tramutarsi in un alibi, in un pretesto, in un escamotage, per rinviare il momento elettorale alle calende greche (o a quelle …italiane). Bastano pochi giorni, al limite alcune settimane, per capire se esiste davvero la volontà politica comune di cambiare la legge: dopo di che, le forze politiche farebbero bene a non protrarre un’agonia al solo scopo di cercare di togliere agli elettori la possibilità di decidere.

E la mia preoccupazione cresce se si considera che questo obiettivo di trascinamento, che in qualche caso sembra sconfinare nell’accanimento terapeutico, viene perseguito dal Governo anche attraverso un uso politicamente assai grave del denaro e della spesa pubblica. Non io o personalità a me vicine, ma autorevoli economisti non certo ostili all’attuale maggioranza, hanno parlato di “tax push”: è il ben noto meccanismo per cui, quando le entrate fiscali aumentano, queste risorse aggiuntive vengono subito spese, rendendo ancora più vasta la voragine della spesa pubblica. E questo è il punto drammatico: proprio dopo un anno di pressione fiscale (a mio avviso, lo ripeto ancora, eccessiva e sbagliata: e oggi lo riscontriamo in termini di mancata crescita), quando ci si rende conto di avere denaro in cassa, anziché usarlo per ridurre fortemente le tasse o il debito pubblico, che si fa? Si spende, si spende, si spende.

Per tutte queste ragioni, dunque, lascio la Presidenza della X Commissione della Camera. E’ stato per me un autentico onore presiederla, in questo anno e mezzo. Desidero ringraziare tutte e tutti i colleghi, di maggioranza e di opposizione, con i quali abbiamo lavorato in modo a mio avviso ammirevole, pur in un contesto politico così poco facile. Mi auguro che i cittadini possano sapere (lo ripeto: anche in condizioni politicamente negative) quale e quanto sia l’impegno di tanti parlamentari, e quale sia stata -non di rado- la capacità dei diversi gruppi di misurarsi in Commissione in una sfida in positivo nella direzione liberale e riformatrice. Con autentica gratitudine rivolgo il mio pensiero anche alle funzionarie e ai funzionari della Commissione e del Servizio studi, esempio di una eccellenza professionale, oltre che di una straordinaria disponibilità personale, che onora il Parlamento della Repubblica, e che non potrò dimenticare. E lo stesso vale per tutte e tutti i dipendenti della Camera che ho incontrato in questi mesi, ad ogni livello: esempi di professionalità e correttezza assolute.

Mi permetto di affidare a Lei e al Presidente del Senato un frutto importante di questo lavoro di Commissione: è la proposta di legge bipartisan, di cui ho l’onore di essere primo firmatario, per l’apertura immediata delle imprese, per la sburocratizzazione, e per un nuovo rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. L’abbiamo approvata a vastissima maggioranza sia in Commissione che in Aula alla Camera; al Senato è passata sostanzialmente all’unanimità in Commissione, con lievi modifiche, ed è ora già calendarizzata in Aula al Senato. Basterebbe pochissimo al Senato, e davvero poco di nuovo alla Camera (sarebbe forse, in tempi netti, un lavoro di poche ore!) per condurre in porto un provvedimento che è atteso dal mondo produttivo e da tanti cittadini. Lavorerò con tutto me stesso, con tanti altri colleghi di ogni appartenenza, perché questo obiettivo di riforma possa essere centrato.

Contestualmente alle mie dimissioni da Presidente di Commissione, comunico anche la mia decisione di lasciare il Gruppo parlamentare della Rosa nel pugno, e di chiedere di aderire al Gruppo misto. Il Gruppo della Rosa nel pugno sopravvive oggi, di fatto, pressoché esclusivamente come strumento tecnico attraverso il quale diverse organizzazioni e realtà partitiche perseguono i loro attuali (e fra loro diversi) scopi e traiettorie, in larga misura da me non condivisi, ma soprattutto (visto che ciò che sembra unire le diverse componenti è lo schiacciamento, l’appiattimento sul Governo, in qualche caso addirittura “a prescindere”…) assai lontani dai toni e anche da molti contenuti della campagna elettorale. Corrisponde ad un ulteriore elemento di chiarezza che io prenda atto di questo radicale cambiamento della situazione e mi comporti di conseguenza.

Grazie, e un cordiale saluto.


Daniele Capezzone

 

da www.radicali.it

Daniele Capezzone

“Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
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Speriamo di risentirci!

Non aggiungo altro perché sarei spietata!

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"Bello di casa", lo abbiamo trascurato...

7 giorni per un'impresa   

Provo a capire le novità...

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Il controllo della P.A. avviene ex post: avvio pratica, "autocertificazione",  l'impresa inizia ad operare (all'alba dell'ottavo giorno??), responsabilizzazione del "cittadino", controllo molto rigido successivo, alle precedenti fasi, da parte della Pubblica Amministrazione che (a discrezione??) può decidere la sospensione del procedimento fino ad un termine massimo di 90 gg.
Si favorisce lo sviluppo della piccola-media imprenditoria e anche l'ingresso di nuovi investitori stranieri che non trovando più l'handicap della macchinosa burocrazia tutta italiana sarebbero più favorevoli ad introdurre le loro risorse (di qualsiasi entità nel nostro Paese).
Con il processo di "semplificazione" (imitando, come sempre si dovrebbe, il sistema anglosassone) si snellisce, inoltre e di non poco, il costo dell'amministrazione pubblica, con conseguente beneficio per il nostro PIL ... e poi? E poi vado a mangiare, ho fame! Devo lottare contro "l'usura" delle mie risorse "fisiche"! 

Caro Capezzone: Urim e Tumim

Pensando alla decisione di Capezzone mi è venuto in mente "L'alchimista" di Paolo Coelho, e l'ho chiesto in prestito per rileggerlo...
 
"Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l'insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e... [...]

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Conflitto di "interessi": ha vinto la politica

(il titolo del post posso comprenderlo solo io!)

in poche righe..

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Un congresso 'compresso' e non compreso...

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Cappato, filmato torture in Cecenia:... [...]

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"Sette giorni per un'impresa"
Roma, 31 luglio 2006

- da note di agenzia lette a Radio Radicale

Avviare una nuova attività imprenditoriale in soli 7 giorni, grazie ad un nuovo meccanismo di silenzio assenso e di autocertificazioni che rivolta sull'amministrazione... [...]

Il milite ig-NOTO

Indulto, Capezzone: sì al provvedimento, no alla "previtizzazione" del dibattito su giustizia e carceri
Dopo una legislatura di leggi "ad personam" (ad opera della Cdl), sarebbe grave errore se l'unione cedesse a chi vuole una legislatura di leggi "contra personam". - Approvazione era... [...]

Quando la Cassazione segna il punto-----------

La Corte di Cassazione apre ai Pacs
I giudici supremi: anche i cosiddetti «nuovi parenti» hanno diritto al risarcimento in caso di perdita del proprio caro
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E bravo Capezzone che dove non arriva ci "lancia" il cappello...o l'ombrello!

... [...]

Mi associo allo stupore e rammarico capezzoniano

RnP, Capezzone:... [...]

"Sì" bis

«La proibizione aumenta il desiderio di trasgressione. E aiuta la mafia»

L'ex ministro Veronesi: sì all'eroina di Stato
L'oncologo milanese favorevole alla... [...]

Bravo Capezzone e auguroni...

Presidenza della Commissione Attività Produttive della Camera, Capezzone: grande onore e responsabilità
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Il sogno che non vorrei mai

Per Marco Pannella Presidente
di Guido Bedarida

[...]

CAPEZZONE-GIOVANARDI...

giov. 23 marzo 2006

Ieri sera alle 20:30 (Trasmissione 8 1/2 - LA7): tutti lì in trepida attesa per lo scontro/incontro Capezzone-Giovanardi e invece Capezzone è rimasto bloccato nel traffico romano ed è arrivato solo... [...]